Sindrome emolitico Uremica (SEU)

La Sindrome Emolitico-Uremica (SEU) è una malattia rara ed acuta di notevole gravità, caratterizzata da anemia emolitica non autoimmune, piastrinopenia e microangiopatia trombotica a prevalente interessamento renale, che comporta nella maggior parte dei casi insufficienza renale e necessità di dialisi.

La SEU può essere distinta in forma “tipica” ed “atipica”. In oltre il 90% dei casi, la SEU è tipica ed è causata da un’infezione gastrointestinale da Escherichia coli produttori di Shigatossina (STEC o VTEC). Il reservoir naturale di tali microrganismi è costituito dall’intestino dei ruminanti, in particolare i bovini. La trasmissione all’uomo può avvenire per contatto diretto con gli animali o per assunzione di alimenti e acque contaminati (latte e derivati non pastorizzati, carne poco cotta, verdure ed acque contaminate da feci di ruminati infetti) ma anche attraverso la via persona-persona (via oro-fecale). Questa condizione si verifica più frequentemente in età pediatrica e si manifesta inizialmente con diarrea, spesso emorragica, vomito e dolore addominale. L’infezione da STEC può colpire anche gli adulti nei quali la malattia in genere ha un decorso lieve o addirittura asintomatico e più raramente causa la SEU. Sulla base dei dati raccolti dal Registro Italiano della Sindrome Uremico-Emolitica, negli ultimi 54 anni in Italia, il tasso medio di incidenza annuale della SEU è pari a 0.7 casi per 100.000 (0-15 anni di età) ed è più elevato nella fascia di età da 0-4 anni (2.0 casi per 100.000). Il 25% – 30% dei pazienti può essere interessato, oltre che da insufficienza renale acuta con necessità di dialisi, da complicazioni di tipo neurologico. Nella fase acuta, la SEU può essere fatale nel 3-5% dei casi ed una percentuale simile può sviluppare insufficienza renale cronica. In oltre il 70% dei casi, la SEU tipica va incontro a guarigione completa, senza conseguenze renali. In fase acuta, la diagnosi di laboratorio è basata sull’isolamento del ceppo STEC dalle feci o sull’identificazione della presenza della tossina ovvero dei geni stx1, stx2 (codificanti per la Shigatossina tipo 1 e 2) e per il fattore di adesione eaenelle feci. Inoltre, è possibile ricorrere più tardivamente alla diagnosi sierologica basata sul rilevamento di anticorpi circolanti sierogruppo-specifici diretti contro il lipopolisaccaride del ceppo STEC infettante.

In Italia campioni di feci e di sangue possono essere inviati per la diagnosi di conferma presso il Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per Escherichia coli presso l’Istituto Superiore di Sanità ( www.iss.it/coli/).

Ai sensi del DM 15/12/1990, i casi di malattia clinica associati ad infezione da STEC, sono soggetti a notifica obbligatoria in classe II, come diarree infettive non da salmonelle. Informazioni epidemiologiche sulle infezioni da E.coli produttori di Shigatossina (STEC) e SEU, in Italia e in Europa possono essere reperite sui siti dello European Centre for Disease Prevrntion and Control (ECDC) (ecdc.europa.eu/en/surveillance-atlas-infectious-diseases) e European Food Safety Authority (www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/4634 ).

L’assenza di diarrea sanguinolenta, gli esami fecali negativi per infezioni da STEC, l’andamento rapido e severo, solitamente con necessità dialitica, e gli elevati valori di pressione arteriosa, sono segni che orientano per una diagnosi di SEU atipica. La forma atipica di SEU è una malattia molto rara (5-10% dei casi) che può essere secondaria a infezioni non-STEC, farmaci, tumori, malattie metaboliche ed autoimmuni, ipertensione arteriosa maligna, deficit di ADAMTS13.

Nel 60% dei casi, le forme atipiche sono comunque associate ad anomalie genetiche della via alternativa del complemento. La prevalenza di questa condizione è stimata di 1-9 casi per milione, può colpire sia bambini sia adulti e può presentarsi in forma sporadica o familiare. Si può manifestare come unico episodio nella vita del paziente o può recidivare dopo completa guarigione dall’episodio iniziale (forma ricorrente), anche dopo trapianto di rene. Per tutti i casi di sospetta SEU atipica c’è l’indicazione ad effettuare uno screening genetico completo per i geni noti correlati: CFH, MCP, CFI, C3, CFB, THBD, DGKE. In Italia, il laboratorio di riferimento per le indagini biochimiche e genetiche della SEU da alterazione della via complementare ha sede a Ranica (BG), presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò”, IRCCS Mario Negri, che coordina anche il Registro Internazionale per le Forme Familiari e Ricorrenti di Sindrome Emolitico Uremica e Porpora Trombotica Trombocitopenica (PTT) ( www.villacamozzi.marionegri.it/seu/index.php).
In Italia, la SINePE ha attivato, fin dal 1988, una sorveglianza epidemiologica dei casi di SEU. Nel 2005 tale attività è stata consolidata dalla collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, mediante la costituzione del Registro Italiano della Sindrome Emolitico Uremica ( www.iss.it/seu/index.php?lang=1 ) che, attualmente, rientra tra gli studi progettuali del Sistema Statistico Nazionale. Al Registro partecipano i Centri Italiani di Nefrologia Pediatrica (Ancona, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Trieste), con attuale coordinamento dal parte dell’ISS. Da ottobre 2017 è stato formalizzato un accordo di collaborazione tra ISS e SINePe, finalizzato all’istituzione di un Sistema Informativo SEU (https://w3.iss.it/Site/seu/Login?AspxAutoDetectCookieSupport=1″) che ha lo scopo di promuovere la recensione dei casi di SEU in Italia e in Europa, collaborando con l’ISS, Ministero della Salute e le altre Istituzioni competenti nella prevenzione e terapia della malattia. In accordo con la SINePe e la Società Italiana di Nefrologia (SIN), il Registro Italiano SEU – ISS ha identificato come partner collaborativo per le SEU atipiche il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” presso l’IRCCS Istituto Mario Negri di Bergamo.

Professionisti sanitari e famiglie possono acquisire informazioni più dettagliate in merito alla SEU presso i siti web del Registro Italiano della Sindrome Uremico-Emolitica e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
http://www.iss.it/seu/index.php?lang=1
http://villacamozzi.marionegri.it/seu/index.php

Sindrome emolitico Uremica (SEU)

La Sindrome Emolitico-Uremica (SEU) è una malattia rara ed acuta di notevole gravità, caratterizzata da anemia emolitica non autoimmune, piastrinopenia e microangiopatia trombotica a prevalente interessamento renale, che comporta nella maggior parte dei casi insufficienza renale e necessità di dialisi.

La SEU può essere distinta in forma “tipica” ed “atipica”. In oltre il 90% dei casi, la SEU è tipica ed è causata da un’infezione gastrointestinale da Escherichia coli produttori di Shigatossina (STEC o VTEC). Il reservoir naturale di tali microrganismi è costituito dall’intestino dei ruminanti, in particolare i bovini. La trasmissione all’uomo può avvenire per contatto diretto con gli animali o per assunzione di alimenti e acque contaminati (latte e derivati non pastorizzati, carne poco cotta, verdure ed acque contaminate da feci di ruminati infetti) ma anche attraverso la via persona-persona (via oro-fecale). Questa condizione si verifica più frequentemente in età pediatrica e si manifesta inizialmente con diarrea, spesso emorragica, vomito e dolore addominale. L’infezione da STEC può colpire anche gli adulti nei quali la malattia in genere ha un decorso lieve o addirittura asintomatico e più raramente causa la SEU. Sulla base dei dati raccolti dal Registro Italiano della Sindrome Uremico-Emolitica, negli ultimi 54 anni in Italia, il tasso medio di incidenza annuale della SEU è pari a 0.7 casi per 100.000 (0-15 anni di età) ed è più elevato nella fascia di età da 0-4 anni (2.0 casi per 100.000). Il 25% – 30% dei pazienti può essere interessato, oltre che da insufficienza renale acuta con necessità di dialisi, da complicazioni di tipo neurologico. Nella fase acuta, la SEU può essere fatale nel 3-5% dei casi ed una percentuale simile può sviluppare insufficienza renale cronica. In oltre il 70% dei casi, la SEU tipica va incontro a guarigione completa, senza conseguenze renali. In fase acuta, la diagnosi di laboratorio è basata sull’isolamento del ceppo STEC dalle feci o sull’identificazione della presenza della tossina ovvero dei geni stx1, stx2 (codificanti per la Shigatossina tipo 1 e 2) e per il fattore di adesione eaenelle feci. Inoltre, è possibile ricorrere più tardivamente alla diagnosi sierologica basata sul rilevamento di anticorpi circolanti sierogruppo-specifici diretti contro il lipopolisaccaride del ceppo STEC infettante.

In Italia campioni di feci e di sangue possono essere inviati per la diagnosi di conferma presso il Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per Escherichia coli presso l’Istituto Superiore di Sanità ( www.iss.it/coli/).

Ai sensi del DM 15/12/1990, i casi di malattia clinica associati ad infezione da STEC, sono soggetti a notifica obbligatoria in classe II, come diarree infettive non da salmonelle. Informazioni epidemiologiche sulle infezioni da E.coli produttori di Shigatossina (STEC) e SEU, in Italia e in Europa possono essere reperite sui siti dello European Centre for Disease Prevrntion and Control (ECDC) (ecdc.europa.eu/en/surveillance-atlas-infectious-diseases) e European Food Safety Authority (www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/4634 ).

L’assenza di diarrea sanguinolenta, gli esami fecali negativi per infezioni da STEC, l’andamento rapido e severo, solitamente con necessità dialitica, e gli elevati valori di pressione arteriosa, sono segni che orientano per una diagnosi di SEU atipica. La forma atipica di SEU è una malattia molto rara (5-10% dei casi) che può essere secondaria a infezioni non-STEC, farmaci, tumori, malattie metaboliche ed autoimmuni, ipertensione arteriosa maligna, deficit di ADAMTS13.

Nel 60% dei casi, le forme atipiche sono comunque associate ad anomalie genetiche della via alternativa del complemento. La prevalenza di questa condizione è stimata di 1-9 casi per milione, può colpire sia bambini sia adulti e può presentarsi in forma sporadica o familiare. Si può manifestare come unico episodio nella vita del paziente o può recidivare dopo completa guarigione dall’episodio iniziale (forma ricorrente), anche dopo trapianto di rene. Per tutti i casi di sospetta SEU atipica c’è l’indicazione ad effettuare uno screening genetico completo per i geni noti correlati: CFH, MCP, CFI, C3, CFB, THBD, DGKE. In Italia, il laboratorio di riferimento per le indagini biochimiche e genetiche della SEU da alterazione della via complementare ha sede a Ranica (BG), presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò”, IRCCS Mario Negri, che coordina anche il Registro Internazionale per le Forme Familiari e Ricorrenti di Sindrome Emolitico Uremica e Porpora Trombotica Trombocitopenica (PTT) ( www.villacamozzi.marionegri.it/seu/index.php).
In Italia, la SINePE ha attivato, fin dal 1988, una sorveglianza epidemiologica dei casi di SEU. Nel 2005 tale attività è stata consolidata dalla collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, mediante la costituzione del Registro Italiano della Sindrome Emolitico Uremica ( www.iss.it/seu/index.php?lang=1 ) che, attualmente, rientra tra gli studi progettuali del Sistema Statistico Nazionale. Al Registro partecipano i Centri Italiani di Nefrologia Pediatrica (Ancona, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Trieste), con attuale coordinamento dal parte dell’ISS. Da ottobre 2017 è stato formalizzato un accordo di collaborazione tra ISS e SINePe, finalizzato all’istituzione di un Sistema Informativo SEU (https://w3.iss.it/Site/seu/Login?AspxAutoDetectCookieSupport=1″) che ha lo scopo di promuovere la recensione dei casi di SEU in Italia e in Europa, collaborando con l’ISS, Ministero della Salute e le altre Istituzioni competenti nella prevenzione e terapia della malattia. In accordo con la SINePe e la Società Italiana di Nefrologia (SIN), il Registro Italiano SEU – ISS ha identificato come partner collaborativo per le SEU atipiche il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” presso l’IRCCS Istituto Mario Negri di Bergamo.

Professionisti sanitari e famiglie possono acquisire informazioni più dettagliate in merito alla SEU presso i siti web del Registro Italiano della Sindrome Uremico-Emolitica e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
http://www.iss.it/seu/index.php?lang=1
http://villacamozzi.marionegri.it/seu/index.php